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Lo spettacolo nasce come contributo al recupero della memoria storica e culturale sarda, attraverso la recitazione dei versi di uno dei più grandi poeti barbaricini, dal 1700 ad oggi.
Lo spettacolo è un itinerario attraverso i componimenti più significativi del poeta Montanaru e non solo, e insieme un percorso dentro la vita e la storia della comunità desulese.
La poesia in lingua sarda, elemento essenziale della cultura orale, prevalente in Sardegna fino all'inizio del secolo, è stata l'espressione artistica più importante nella storia della tradizione popolare. Il poeta era la memoria della comunità: nelle sue produzioni poetiche egli narrava degli eventi principali che riguardavano la vita collettiva, e rappresentava un vero e proprio archivio storico-sociale.
Inoltre le poesie, soprattutto di poeti noti come Montanaru, influenzano continuamente altre forme espressive dell'arte popolare, basti pensare al canto a tenores, o alle polifonie dei cori in lingua sarda .
Questo spettacolo intende recuperare e rivalutare, in maniera non folclorica, poeti in lingua sarda che niente hanno da invidiare ad altri più noti, in lingua italiana, della penisola; rappresenta inoltre un tentativo di usare la lingua sarda a teatro attribuendole dignità di lingua d'uso contemporaneo, capace di esprimere pensieri ed emozioni che vanno di là dalle immagini evocate e diventano veramente universali, esaltandone non solo i contenuti, ma, soprattutto, l'affascinante musicalità della lingua.
voce recitante di Giovanni Carroni,
musiche originali di Graziano Porqueddu.
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