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PROGRAMMA TEATRO
ANCH’IO 2012
IN COLLABORAZIONE CON IL COMITATO
GIOCHIAMOCI LA CITTA’ DOMENICA 12 FEBBRAIO ORE 16.00 VERRA’ PREPARATA UNA
FANTASTICA MERENDA, PORTIAMO UNA TORTA A TEATRO E FACCIAMO MERENDA INSIEME
SCAMBIANDOCI LE FETTE PRESSO L’ASILO LA BACCHETTA MAGICA A FIANCO ALLA NOSTRA
SEDE POI TUTTI INSIEME ANDIAMO A TEATRO!!!!!!!
TEATRO DEL
SOTTOSUOLO
ATTENTI AL LUPO
Bano Ferrari e Gianluca Previato
12 Febbraio ore 18.00
Il lupo è uno dei personaggi delle fiabe che di più stuzzica
l'immaginazione e la partecipazione
emotiva dei bambini, contenendo l'elemento “paura” che alla fine viene superata dalla inevitabile sconfitta
del lupo. Due attori raccontano ed interpretano alcune delle fiabe più conosciute in cui è
protagonista il lupo. Questo perché uno dei due è particolarmente affascinato dalla figura del lupo e
non vede l'ora di poterne interpretare il personaggio. Ma le cose non vanno sempre come vorremmo. Il
povero LupAttore si vede costretto
a dover interpretare una miriade di altri personaggi in balia dell'altro attore
che si diverte a metterlo
in difficoltà con risultati esilaranti. Lo spettacolo utilizza tecniche d'attore e semplici oggetti.
La compagnia ha scelto
di percorrere la strada della semplicità, senza orpelli
scenografici, effetti luce e musiche d'atmosfera. Il cambio dei personaggi viene effettuato a
vista, con semplici elementi, svelando così allo spettatore il ”gioco del teatro”. Obiettivi didattici: La paura e l'obiettivo del suo
superamento è un tema molto importante per i
bambini. Le paure sono infatti esperienze naturali
inevitabili e perché possano essere superate è indispensabile prima di tutto rispettarle e mai
banalizzare o ridicolizzare l'esperienza riportata dal bambino o la sua reazione. E non alimentarle
con i timori degli adulti.
La paura è un’esperienza naturale dell’uomo; nelle specie animali svolge primariamente una funzione di
allarme, di difesa e garantisce la sopravvivenza e anche per noi costituisce una preparazione per affrontare una situazione
pericolosa: esorta alla prudenza, aiuta a valutare un rischio. Tuttavia le paure chiedono di essere
superate perché l’elaborazione di una propria paura rafforza la stima in se stessi. E' poi
necessario non lasciarsi sopraffare dalle proprie paure anche perché esse ci limitano e possono farci
perdere occasioni di vita straordinarie.
Rovesciare le sorti delle fiabe e leggere al rovescio la
figura di un Lupo, che per eccellenza costituisce una delle paure più recondite del bambino e
dell'uomo, è un insegnamento
e un esercizio importante che ci indica una strada alternativa, quella di sforzarci a provare ad osservare
qualcosa da diversi punti di vista. Questo tipo di atteggiamento potrebbe stupirci e
svelarci cose che mai avremmo immaginato e, perché no, avere come risultante, anche il dissolversi di
una paura. Capovolgere un punto
di vista: il Lupo che da cacciatore diventa cacciato. L'uomo, che da preda del
lupo si trasforma, se
armato, nel più pericoloso degli animali. Tutto questo potrebbe alla fine raccontarci un'altra storia nella
quale potrebbe essere il lupo ad avere paura dell'uomo più di quanto l'uomo potrebbe averne
di lui. Nell'incontro tra due esseri diversi la paura è una costante ma dobbiamo avare il
coraggio di andare oltre per poter davvero incontrare l'altro, ciò che è diverso da noi, certamente con
tutta la prudenza del caso e i nuovi limiti che questa società ci impone.
Divertirsi a giocare con il personaggio del lupo e a
ribaltarne costantemente il ruolo con modalità e storie diverse è l'elemento portante di questo
lavoro che vuole dare
il suo piccolo contributo ai più piccoli nell'affrontare le proprie paure. Ridere in maniera sana non per
ridicolizzare ma per prendere coscienza in maniera alternativa di un problema e poterne sorridere con
leggerezza prendendone le distanze
è qualcosa che può far bene ai bambini ma anche ai più grandi.
ASSOCIAZIONE I
FOGLI VOLANTI
IL CIRCO DISTRATTO
Di
e con Riccardo Tanca
19 febbraio,
ore 18.00
Direttore ed esecutore
del proprio show, si è formato come giocoliere viaggiando per l’Europa tra
festival e convention di settore.Dal suo baule usciranno numerosi oggetti con i
quali creerà performance in cui sono presenti l'acrobatica, la giocoleria,
l'equilibrismo, monociclo, giochi di magia, contorsionismo e attrezzi
infuocabili, il tutto unito da una semplice, ma non evidente, cornice teatrale.
IL
CROGIUOLO/TEATRO DEL SOTTOSUOLO
TI CONOSCO MASCHERINA
Di Rita Atzeri
Con
Vincenzo De Rosa, Alessandra Leo, Daniela Collu
26 Febbraio , ore 18.00
“Pulcinella,
Pulcinella... E' mai possibile che quando ci sei di mezzo tu, debbano sempre
fioccare i guai? Ma quando metterai la testa apposto. Ti conosco mascherina,
niente musi! Che cos'hai combinato stavolta? Hai rubato la marmellata? Ti ha
inseguito il droghiere? Gli hai dato un calcio nel sedere? O povera me, che mal
di testa!”Sì, a Colombina finisce sempre per venire il mal di testa. Le succede
ogni volta che Pulcinella le racconta le sue avventure. Bisticciano,
battibeccano ma si vogliono un gran bene! Solo che Pulcinella è timido, non si
è ancora dichiarato, così Colombina per fargli dispetto accetta la corte che le
fa il Brigadiere. Non vi dico Pulcinella, perde la testa, tante ne dice e tante
ne fa che da Napoli, lo mandano al confino in Sardegna.Più esattamente a
Mamoiada e lì Pulcinella stringe amicizia con Mammutones, Itzocadores, andando
in giro per i paesi incontra la filonzana... si spinge fino ad Oristano dove
vede la Sartiglia... A passo di ballo “tundu”, Pulcinella ormai sardo
d'adozione, consolato e sostenuto dagli amici decide di punire il Brigadiere e
riprendersi Pulcinella.
Come
fa? State a vedere....Lo spettacolo unisce diverse tecniche
di rappresentazione: narrazione, giocoleria acrobatica, canto.
FUEDDU E GESTU
CAMMINA CAMMINA LUCERTOLINA
Drammaturgia, scene e regia GianPietro
Orrù
Da una fiaba di
Maria Lai e Giuseppina Cuccu
Con
Maura Grussu, Nanni Melis
4 marzo , ore 18.00
Quando le
lucertole si crogiolano al sole, le lumache dormono al riparo di alberi e
cespugli o sotto terra.
Lucertole e lumache
non si incontreranno mai? Lucertolina si crogiola al sole, di pietra in pietra
danza, ma ecco d’improvviso il tempo muta d’umore, il cielo si oscura e la pioggia
battente costringe lucertolina a cercare riparo. Intanto una lenta lumaca ride
sorniona lasciando una scia brillante lungo la strada, lei è al riparo nella
sua casa ambulante. Una tana fra i sassi offre riparo alla lucertolina bagnata,
che però ha
paura. Si trova
forse in casa di un topo o di un grosso serpente? Poi in fondo al riparo una
voce lontana, come un richiamo la attira e lucertolina curiosa si lascia
guidare, laggiù c’è un segreto che non vogliamo rivelare ma… Nella metafora
contenuta in “Cammina…Cammina…Lucertolina”, vi è una proposta e una possibilità
di incontro tra mondi tanto diversi, (simbolicamente quello della lucertola e
della lumaca) attraverso il linguaggio dell’arte e della poesia. Fueddu e Gestu
trasporta la fiaba sulla scena ed è gioco, magia di parole, gestualità e
musica. Nella rappresentazione indirizzata ai bambini c’è l’utilizzo della lingua
sarda e riferimenti alla cultura popolare della Sardegna; suoni e parole che
danno un carattere locale a contenuti universali.
TEATRO
INSTABILE
LA FILOSOFIA DEL CAMMELLO
Di Aldo Sicurella
Diretto ed interpretato
da Aldo Sicurella
e con:
Cristina Greco (arpa),
Stefano Manai (percussioni)
11 marzo , ore 18.00
Un giovane turista è in
viaggio nel deserto del Sahara, nella zona sud dell’Algeria. A causa di un
inconveniente accaduto all'autobus su cui viaggiava, si allontana dal gruppo e si ritrova da solo in
mezzo al deserto. Non si impaurisce e comincia a fare castelli di
sabbia, a fantasticare e, con la mente, percorre strade
immaginarie dentro quello strano ambiente tanto affascinante quanto misterioso, il
bellissimo deserto del Sahara. Conoscerà i viandanti del deserto, con loro
mangerà pane azzimo e berrà latte di capra, conoscerà i cammelli, le
volpi e tanti altri animali del deserto e inseguirà anche i miraggi. Incontrerà un piccolo
cane di nome Asshan che diventerà il suo più fedele compagno, conoscerà Mohammed, un
bambino del deserto, che gli racconterà storie incredibili e molto emozionanti. Con
lui si siederà a sognare, con le stelle costruirà fantastici e onirici paesaggi, conoscerà la
guerra e gli parrà di aver combattuto per davvero. Diventerà esso stesso parte del Sahara,
gli sembrerà di essere diventato di sabbia e vecchio e cieco conoscerà la vera storia
del popolo Saharawi che tanti e tanti anni fa, è stato costretto a fuggire dalla sua terra
per vivere esule in un paese straniero. IL TEMA: “La filosofia del
cammello” è uno spettacolo teatrale che il drammaturgo Aldo Sicurella ha ideato e scritto al suo
rientro dal deserto Algerino dove è stato per una settimana nella doppia veste di podista
e maestro di teatro partecipando ad una maratona di solidarietà con il popolo Saharawi e
realizzando con un gruppo di bambini Saharawi un progetto di drammatizzazione.
L’esperienza molto coinvolgente nei campi profughi immersi in un deserto arido e senza
vita, è stato stimolo all’iniziativa di solidarietà e impulso alla creazione di un testo
poetico ed emozionante. Le vicende del protagonista, turista occidentale
che si perde nel deserto, a volte narrate e a volte riviste come in
un flashback, ci conducono in un mondo affascinante e contradditorio entro il
quale le grandi forze della natura spesso violente e distruttive contrastano con la
dolcezza, la felicità e la saggezza dei suoi abitanti. La vulnerabilità
dell’uomo diventa strumento per acquisire una filosofia di vita che porta a credere in un domani
migliore ed in una futura libertà. Il recinto che racchiude musicisti ed attore su una sorta di
duna, si apre verso la platea e avvicina lo spettatore in un emozionante contatto con
“il deserto”.
LA MUSICA: Presso ogni popolo della
terra la musica è l'espressione della sua storia, dei suoi sentimenti, dei suoi
sogni. Si canta e si suona per stare insieme, per svagarsi ma anche per raccontare una
storia o per pregare. Nella musica del Saharawi possiamo riconoscere una componente araba
ereditata dalla zona del Nord Africana e una più africana influenzata dalla zona
Sud Sahariana. La prima è melismatica, riconoscibile attraverso le tante fioriture che la
caratterizzano e il ripetersi incessante di una melodia, spesso con un tempo non esattamente
definito, a volte accompagnata da un solo battito di mani o da qualche percussione. La
seconda ha un carattere più leggero e più ritmico. Per rappresentare il
connubio di queste due espressioni lo spettacolo sarà accompagnato da un'arpa celtica che
ricorda le sonorità della kòra, l'arpa africana, e da alcune percussioni. Simbolicamente le
percussioni, i tamburi, rappresentano la terra, evocano il cuore della terra che batte, la
suggestione degli animali che camminano, il profumo della terra. L'arpa invece è l'aria, ha una
dimensione più eterea, le sue sonorità gioiose esprimono l'emozione del popolo,
la sua allegria, il suo desiderio di libertà.
TEATRO TRAGODIA
CICCIEDDA ARRUBIA
Di Virgiania Garau e Daniela Melis
Musiche Paolo
Congia
18 marzo , ore 18.00
Cicciedda Arrubia è la storia della notissima fiaba “Cappuccetto Rosso”.
L’operazione di trasposizione in sardo campidanese della storia originale è
un semplice e divertente veicolo didattico e culturale per far conoscere e
tutelare la nostra storia e le nostre origini attraverso la lingua sarda,
madre-custode della nostra ricchissima cultura. Ma la lingua non è l’unica
sorpresa di questa “nuova” storia campidanese! La nostra bambina con la
mantellina rossa è un po’ vivace rispetto all’originale, però di sicuro hanno
in comune una certa attitudine alla disubbidienza! Sua madre è una donna
disperata per le innocenti monellerie che Cicciedda le combina! La nonnina ha
qualche problemino di vista, vive con un grosso topo che lei crede sia un dolce
gattino! E che dire del lupo…….mai visto un lupo così tonto!!
Il cacciatore poi………è sempre pronto a sparare al lupo ma mentre sta per
farlo s’addormenta come un ghiro!! Un viaggio tra i sentieri e le vie del bosco
della fantasia, per divertirsi e imparare.
L’EFFIMERO
MERAVIGLIOSO
L’IMPERATORE VANESIO
Di Antonello Santarelli
Con Francesca Cara, Pierpaolo Frigau, Luca Lecca
25
marzo , ore 18.00
La storia. La fiaba racconta dell’arrivo di due truffatori che si
spacciano per sarti, capaci di tessere una stoffa dal miracoloso potere di
risultare invisibile agli occhi di tutti gli stupidi, gli inetti che ricoprono
il proprio incarico in maniera immeritata. I due si presentano alla corte
di un imperatore, la cui unica preoccupazione è la cura del suo aspetto
esteriore, e in particolare del suo abbigliamento, proponendogli un vestito con
questa particolarissima stoffa. Nessuno della corte, tanto meno l'imperatore,
ammetterà di non vedere alcun tessuto e, quindi, correre il rischio di
risultare un inetto; così la truffa porterà il sovrano a sfilare in
mutande per le strade del suo regno, fino a che la voce di un bambino
svelerà l'inganno.
BLANCA TEATRO
ROSSO, DUE CUORI, UN BOSCO E UN CAPPUCCETTO
Drammaturgia e regia Virgiania Martini
Con Antonio
Bertusi
1 aprile , ore 18.00
Saverio ha le sue abitudini come tenere pulita e in ordine la sua casa.
Saverio ha i suoi gusti : adora la cacciagione. Saverio ha le sue passioni e
infatti è un ottimo pittore (almeno crede lui..) Insomma somiglia a molti di
noi. Eppure è diverso .Saverio è un lupo. E non un lupo qualunque, è proprio il
celebre protagonista della fiaba di Cappuccetto Rosso!Da tempo immemorabile per
tutti i bambini di qualsiasi latitudine e longitudine interpreta
meravigliosamente il suo ruolo di “cattivo” per eccellenza: si apposta nel
bosco, si traveste da nonna, mangia chi deve mangiare e infine si prende tre
colpi di fucile nella pancia. Lo fa con grande professionalità ma anche
lui, in fondo, ha dei sentimenti e anche delle paure .Noi abbiamo paura di lui
ma lui di cosa ha paura? Le cose possono sempre essere guardate da punti di
vista diversi... Ehi! Cos'è quella cosa che saltella laggiù? Un coniglio?
Adesso che ci penso sono a stomaco vuoto!
LABORATORI solo su
prenotazione
c/o
Libreria Mondadori l’Atene Sarda Via E. Tola
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6/7/8
febbraio
dalle
16.00 alle 18.00
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Costruisco
la mia pigotta
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In
collaborazione con l’UNICEF sez Nuoro i bambini porteranno a casa la loro
originale pigotta
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Costo
del laboratorio
€ 20,00
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Max 10
bambini
DAI 7 anni
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18
febbraio
dalle
16.00 alle 19.00
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Il mio
mostro sotto il letto
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Giorgia
Atzeni
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Costo
del laboratorio
€ 10.00
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Max 25
bambini
Dagli 8
anni
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12/13
marzo
Dalle
16.00 alle 18.00
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Animazione
alla lettura
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Monica
Corimbi
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Costo
del laboratorio
€ 10.00
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Max 30
bambini
Per
tutte le età
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Ass.cult. Bocheteatro Via congiu/Pes,6
info: uff 0784/203060
– 320/3742157 www.bocheteatro.it –
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