CAGLIARI Si terrà
il 22 marzo, alle ore 15.30, con ingresso gratuito presso l'aula magna
del Seminario Arcivescovile (via Mons. Cogoni n. 9, Cagliari) lo
spettacolo di teatro di Gianni Salis e Giovanni Carroni dal titolo "Alla
mia salute ci penso anche io...e si nono".
L'evento, realizzato dalla compagnia teatrale Bocheteatro, in
collaborazione con la direzione sanitaria dell'ospedale Businco della
ASL di Cagliari, il Tribunale del Malato e CittadinanzaAttiva, è
inserito nella terza giornata (su quattro complessive) di un corso sulla
comunicazione in ospedale proposto dalla Direzione Sanitaria e dalla
Oncologia Chirurgica del Businco, cui partecipano un centinaio di
operatori di cui 21 esterni alla ASL.
Non è più una novità il fatto che molte aziende italiane, pubbliche
e private , si affidino al teatro, per potenziare e arricchire
l'insegnamento durante i corsi di aggiornamento rivolti ai loro
dipendenti o per comunicare con i cittadini.
Il teatro dunque come momento di riflessione, di conoscenza, di
incontro, di confronto. Il teatro per cogliere quelle potenzialità
straordinarie che esso ha nel trasmettere i saperi e che sono dati dalla
vita dei personaggi volta per volta messi sulla scena nella finzione.
Per questa ragione, si è pensato di "aprire" alla cittadinanza un
modulo del corso pensato come una forma artistica educativa, una
commedia che forma i cittadini verso un argomento delicato come la
prevenzione del rischio, permettendo anche uno scambio orizzontale delle
idee in merito, ponendo dalla stessa parte (il pubblico) gli operatori e
i cittadini. Il coinvolgimento di Tribunale per i diritti del
malato-Cittadinanzattiva è indicativo di una partnership proficua di
collaborazione in questo aspetto cardine della cura e assistenza del
cittadino.
Lo spettacolo
Lo
spettacolo racconta di Giovanni Letranca, uomo pignolo, preciso, appunto
dal nuorese, letrancosu. Serenamente sposato con Gavina, moglie
barbaricina forte e premurosa. L'interno è quello della classica
famiglia nuorese e italiana. La lingua sarda, ogni tanto intercalata
all'italiano, ci riporta a Nuoro, tuttavia la quotidianità è quella
tipica della famiglia nazionale, alle prese con la struttura ospedaliera
della propria città, della propria ASL.
Giovanni deve affrontare un esame radiologico di routine, che
prevede subito dopo un piccolo intervento per un trattamento endoscopico
di flebo resezione con angioplastica per la ricanalizzazione. Per
Giovanni, e anche per tutti coloro che non sono medici, è lingua
totalmente sconosciuta. Ma il nostro non si dà per vinto e oltre che
prepararsi in maniera maniacale alla sua degenza in Day Hospital (odiato
termine inglese di cui non conosce bene il significato) controbatte
punto per punto a infermieri e medici, esigendo da tutti la massima
chiarezza e precisione. Giovanni anche se ancora non ha letto le Linee
Guida del Ministero della Salute, pare conoscerle già perfettamente,
tanto da spiazzare gli interlocutori.
Le Linee Guida diventano battute dei personaggi, la burocrazia
si trasforma in testo teatrale, in spettacolo prima ironico e poi
comico. Una comicità che affonda nel filone barbaricino: rude, franca,
secca. Naturalmente una comicità simile non è sempre tonda, spensierata,
genera anche un'allegria aspra, un'allegria crudele. Un umano dissidio
tra sostanza e apparenze, tra propositi e conseguenze, tra
determinazioni logiche e spontaneità di reazione sentimentale.